Playing Scenic

Veduta aerea di Scenic city, ph. Lerry Monnens, 16 aprile 2016

ABOUT PLAYING SCENIC exhibition project

PLAYING SCENIC è una mostra pensata per un luogo lontano, Scenic city, cittadina in stile western del South Dakota, US. Situata nel territorio semidesertico delle Badlands, terra un tempo di bisonti e indiani Sioux, progressivamente abbandonata dai suoi abitanti a partire dalla fine degli anni ’80 del novecento in seguito alla crisi economica globale, nel 2011 contava solamente 10 abitanti censiti. Quasi interamente di proprietà di una anziana cowgirl, l’ex rodeo legend Twila Merrill, lo stesso anno è stata prima messa in vendita poi acquistata per $700.000 da una setta di origine filippina, tale Iglesia Ni Cristi (Chiesa di Cristo). L’artista Paolo Chiasera, venuto a conoscenza di questa vicenda decise allora di farne la sede per il progetto di una delle sue Exhibition Painting. Situazioni in cui crea da solo o in co-curatela delle mostre che esistono soltanto come pitture su tela, per le quali seleziona opere di altri artisti, o ne commissiona di nuove, in funzione del contesto in cui decide di collocarle, sia esso museo, galleria o come in questo caso una città, dando luogo a rappresentazioni di eventi espostivi ove come nella realtà anche la collocazione nello spazio delle opere non è mai casuale.

Nel marzo 2017 invitato a tenere un workshop, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dopo aver raccontato il suo progetto legato a Scenic city, ha proposto ai partecipanti di lavorare su una sua variante, per il quale ogni studente doveva pensare ad un’opera destinata ad essere collocata a Scenic in una ipotetica mostra collettiva pensata per quel luogo, da leggersi come riconquista e insieme rinascita culturale ed economica della città, ispirata a modelli di decrescita e autosostentamento. Concetto sottolineato anche dalla decisione di impiegare solo materiali di recupero potenzialmente trovati in loco per le opere.

Lo scarto tra reale e virtuale, tra luoghi vicini e lontani, ha ispirato la scelta del titolo della mostra quel PLAYING SCENIC che con ironia e ambiguità rimanda a giochi di ruolo e raduni cosplay. Infatti se il lavoro progettuale legato alle opere ha sempre affrontato tematiche estremamente concrete e attuali, parallelamente si è sviluppato un livello di lavoro collettivo più ludico legato all’immaginarsi come potenziali nuovi cittadini di Scenic city, sorta di nuovi coloni, che in base al proprio ruolo all’interno del progetto principale o piuttosto alle caratteristiche della ricerca legata all’opera da realizzare, hanno idealmente associato a loro stessi un mestiere plausibile all’interno della rinascente comunità di Scenic. Se Paolo Chiasera e la Prof.ssa Lorenzetti (promotrice del workshop) sono stati eletti rispettivamente Sindaco e Sceriffo, gli studenti si sono immaginati nei restanti ruoli di una tipica comunità rurale degli Stati Uniti, dal cowboy all’insegnate, al fabbro ferraio, fino a chi si prende cura dei pascoli per i bisonti. Di questa dimensione ludica unitamente alle opere installate in loco resta memoria solo all’interno della mappa virtuale presente sul sito costruito appositamente per contenerla e sul gruppo facebook segreto S e n i c i t y tatanka, creato fin dai primi giorni del workshop, prima piattaforma di scambio e condivisione di contenuti legati al progetto che tutt’ora attivo resta fruibile solo dal gruppo di lavoro. PLAYING SCENIC è quindi una mostra che si articola contemporaneamente su due livelli uno reale, presso la sede espositiva della Pinacoteca Nazionale di Bologna e uno completamente virtuale ambientato a Scenic city, Pennington County, South Dakota, US.

(testo tratto da playingscenic.wordpress.com/about/)

Articolo sulla vendita della città: For $799,000, you can buy town of Scenic, Rapid City Journal, Jul 25, 2011

South Dakota-Badlands Traffic Webcam: SD-44, 2 miles west of Scenic City