Miserando atque Eligendo

Installazione e azione temporary site specific composta da Jorge Mario B. – Sarcoranphus Papa (Avvoltoio Reale – Scultura in resina epossidica e gelcoat bianco, 2016) + Stiletto Misericordia (sec. XVII) in Teca (base cemento in armato + copertura in plexiglas, 2016) con la collaborazione di Beppe Lazzeri (collezionista di armi antiche e moderne).
Dimensione ambiente, 18 mq.

L’attesa

L’azione

La mostra

La chiusura                                                                                                                                                                                                                       ph. Mimì Enna

Riflessione in forma di metafora ambientale sul concetto di Misericordia, prendendo spunto dalla decisione di Papa Francesco (al secolo Jorge Mario Bergoglio, argentino di origine italiana) di indire nel 2016, un Giubileo Straordinario dedicato, scelgo di focalizzare l’attenzione sugli aspetti più ambigui del termine. Il titolo riprende il motto personale del Pontefice, Miserando atque Eligendo, ovvero: (Lo) guardò con misericordia e Lo scelse. In riferimento a Cristo (Fede). Nell’installazione site specific di seguito descritta il soggetto della “scelta” cambia, così come le sue potenziali conseguenze: “Al centro della galleria, visibile anche dalla strada è una teca in cemento armato e plexiglas vuota, al suo interno viene posto disteso lo stiletto denominato Misericordia (nome attribuitogli in base alla sua originaria e specifica funzione: infliggere il colpo mortale ai soldati agonizzanti), con la lama rivolta verso l’ingresso (in modo che per chi entra sia leggibile come croce), un’etichetta perfettamente identica a quelle presenti al Museo Civico Medievale di Bologna ne testimonia l’autenticità. A portarlo in mostra circa mezz’ora dopo l’orario ufficiale di apertura è Beppe Lazzeri, fino a quel momento la galleria resta chiusa (l’attesa imposta è parte del lavoro). Al suo arrivo insieme posiamo la Misericordia all’interno della teca. Solo in seguito il pubblico può accedere allo spazio. Sfruttando la conformazione planimetrica del locale pongo la scultura di un avvoltoio reale originario del Sudamerica (bianco su una mensola pure bianca) a circa 2,5 m. di altezza in un punto cieco a fianco della porta d’ingresso, in modo che l’animale risulti invisibile al pubblico finché non si trova all’interno. Nella posa tipica dell’osservare qualcosa dall’alto, punta lo sguardo sulla teca contenete lo stiletto, ma contestualmente anche sul pubblico che entra in galleria, emerge discretamente come presenza aliena. Lo spettatore improvvisamente si ritrova catapultato nella condizione di soggetto di quel Miserando atque Eligendo, ma come potenziale preda. Ad un orario prestabilito io e Beppe riponiamo la Misericordia, lui va via con essa, la teca resta nuovamente vuota e la galleria chiude.”
NB. Lo stiletto Misericordia originale del sec. XVII di mia proprietà è parte integrante del lavoro. Trattandosi di un’arma a tutti gli effetti non può essere esposto in pubblico senza la presenza di Beppe che in qualità di collezionista di armi ha le credenziali per poterlo detenere (custodire). Collaborazione che diviene condizione sine qua non risulta impossibile esporre il lavoro completo. http://www.localedue.it/localedue/217-miserando-atque-eligendo-francesca-bertazzoni

La mappa di sala ove oltre ai due elementi principali è indicata la parete in cartongesso realizzata per nascondere il termosifone e creare lo spazio per la mensola/posatoio